STUDIO LEGALE CASTELLANI


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PER LE AZIENDE


DIRITTO TRIBUTARIO
Il diritto tributario va distinto dalla tecnica tributaria (materia propria del commercialista). Per affrontare un giudizio volto all'annullamento di sanzioni tributarie vanno adottate le tecniche processuali proprie del legale, il quale sin dall'inizio del procedimento sa consigliare quali dichiarazioni effettuare in fase di accertamento fiscale (molto importanti), per poi condurre il procedimento ed infine analizzare le motivazioni delle sentenze (le quali molto spesso danno adito ad impugnazioni).
FISCALITA' INTERNAZIONALE
La scelta del regime fiscale di un paese piuttosto che quello di un altro, può comportare rilevanti risparmi economici. Lo studio si avvale della collaborazione di primari professionisti del settore della fiscalità internazionale e dei settori propriamente societari come quelli riguardanti le fusioni, le scissioni e le acquisizioni, sino alla redazione dei bilanci consolidati di gruppo.
ARBITRATO
Lo scopo principale del ricorso all'arbitrato è quello di risolvere le controversie quanto più velocemente possibile e con migliori risultati per la clientela. A tal fine lo studio offre i propri servizi per assistere e rappresentare imprese e/o persone fisiche in procedure arbitrali rituali ed irrituali, in materia civile e commerciale, nonchè nelle controversie assoggettate al rito societario, regolato dagli artt. 34 e seguenti del D.lgs. 17 gennaio 2003 n. 5 e succ. modifiche.
La consulenza si estende alla scelta della giurisdizione e del foro, alla redazione di compromessi, clausole compromissorie e convenzioni di arbitrato in materia non contrattuale. Particolare attenzione è riservata, infine, alle procedure di conciliazione e mediazione.





L'attività dello studio rivolta alle imprese si indirizza anche nel segno della tutela e del recupero del credito così come soprattutto nella stesura e nella consulenza contrattuale, con particolare riguardo alla prevenzione del contenzioso.


Domande e reisposte su:

RECUPERO CREDITI
Che cos'è il decreto ingiuntivo?
Un decreto ingiuntivo è l'ordine dato dal giudice al debitore di adempiere l'obbligazione assunta (es. pagamento di una somma di denaro o consegna di una cosa mobile determinata) entro un determinato periodo di tempo (normalmente 40 giorni). Trascorso tale termine, il decreto diventa esecutivo e si può procedere al pignoramento dei beni del debitore.
Il decreto ingiuntivo viene emesso su richiesta del creditore, ed ha il vantaggio di essere molto più celere e assai meno oneroso di un procedimento giudiziario ordinario. È disciplinato dagli articoli 633 e ss. del c.p.c. e richiede, per la sua emissione, la sussistenza di determinati requisiti
.
Contro un decreto ingiuntivo è possibile
fare opposizione nei termini previsti dallo stesso decreto (normalmente 40 giorni)
E' possibile fare opposizione ad un decreto ingiuntivo?
L'opposizione ad un decreto ingiuntivo può essere proposta mediante atto di citazione (art. 645 c.p.c.) entro i termini strettamente previsti nel decreto stesso (normalmente 40 giorni).
Ci si oppone al decreto ingiuntivo, ad esempio, se il credito non è scaduto o se è addirittura inesistente perché mai sorto o perché già estinto a seguito di pagamento.
A seguito dell'opposizione, il giudizio si svolge secondo le norme del procedimento ordinario.
Su istanza dell'opponente, se ricorrono gravi motivi, il giudice può sospendere l'esecuzione provvisoria del decreto ingiuntivo
(art. 649 c.p.c.).
Quali garanzie posso inserire in un contratto per avere più probabilità che venga adempiuto?
Quali clausole accessorie ad un contratto, al fine di garantire l'adempimento dell'accordo, o permettere un più facile e pronto risarcimento in caso di danno, la legge predispone vari strumenti.
Innanzi tutto può prevedersi una caparra con funzione penitenzile o confirmatoria
, oppure una clausola penale (con funzione di determinazione anticipata del valore del danno in caso di inadempimento).
Possono poi sempre prevedersi delle specifiche garanzie, tanto di natura reale (cioè riferite a beni mobili o immobili) oppure di natura personale (che fanno invece riferimento al patrimonio personale di un soggetto terzo).Come garanzie reali la legge prevede il pegno (che si costituisce su beni mobili il cui possesso si trasferisce al creditore sino all'adempimento) e l'ipoteca (che si costituisce invece su beni immobili o su altri diritti immobiliari, senza trasferimento del possesso). Pegno e ipoteca possono anche essere concessi da un terzo.
A titolo di garanzia personale possono invece prevedersi, tra le altre, la , oppure la garanzia a prima richiesta.




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