STUDIO LEGALE CASTELLANI


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Quanto mi costa l'avvocato?

I rapporti con i clienti sono improntati alla estrema chiarezza. Lo studio, impostato secondo una logica tradizionalistica, applica le tariffe vigenti e previste dalla legge. Naturalmente a seconda della tipologia della controversia, delle condizioni economiche del cliente, dell'interesse giuridico e scientifico, lo studio, nel rispetto delle vigenti tariffe, può concordare con il cliente modalità particolari, caso per caso.Di regola per ogni controversia giudiziaria, lo studio richiede al cliente dopo aver studiato la fattibilità ed i possibili esiti un iniziale fondo spese che comprende le imposte, e le spese generali dello studio. Portiamo alcuni esempi pratici.
a). Il sig. X vuole impugnare la delibera assembleare del suo condominio, ritenendola nulla. Una tale controversia sconta una imposta pari ad € 103,30 oltre 2,46 di diritti.Per tale controversia lo studio richiede, di massima (salvi casi particolari):€ 105,76 per spese vive € 400,00 per acconto diritti ed onorari. La spesa complessiva per il sig. X sarà quindi, per poter iniziare la controversia pari ad € 505,76 al netto di Iva e Cpa, somma che viene imputata a titolo di acconto. Semplificando molto ed a mero titolo di esempio (ogni caso ha delle sue peculiarità) una tale controversia qualora si ipotizzi una durata media di due anni, potrà determinare, applicando le tariffe, un ammontare complessivo di diritti ed onorari di avvocato pari a circa € 1.800,00 - 2.500,00.
b). Per prassi lo studio, a termine dell'attività richiede un ulteriore fondo spese, attendendo l'esito della controversia per il saldo finale. Qualora l'esito sia positivo, le spese legali vengono addossate alla controparte e quindi lo studio rimborsa al cliente, salvo gli eventuali onorari ed i diritti non ripetibili, gli anticipi effettuati. Alla fine della causa, quindi, in caso di esito vittorioso, il cliente si troverà a non aver speso praticamente nulla, essendo tutte le spese legali, a carico della parte soccombente.
c). Approfondiamo, per chiarezza il concetto di che cosa siano queste spese non ripetibili, che, per il cliente possono costituire una "sorpresa" all'esito della causa. Il giudice liquida sempre come spese legali le spese e gli onorari che reputa "normali" e li addossa alla parte che perde. Ad esempio è normale che l'Avvocato ed il suo cliente si incontrino una o due volte per parlare della causa. Il Giudice quindi liquiderà a danno della controparte che avrà perso la causa, ed a favore del cliente vittorioso, la spesa relativa a due incontri con l'Avvocato. Se però il cliente ritiene di incontrarsi tutti i giorni per due o tre ore con il suo Avvocato o di telefonargli giornalmente, la spesa di tali incontri giornalieri non verrà addossata alla controparte soccombente, ma rimarrà a carico del cliente (non essendo, secondo la giurisprudenza, normale una tale attività). In genere lo studio, se l'attività rientra in un ambito normale, non addossa al cliente spese non ripetibili.
d). E' prassi dello studio prima di assumere un mandato verificare la controversia, in ogni suo aspetto, per poter valutare e comunicare al cliente per l'appunto sia un preventivo dei costi sia i possibili esiti. Lo studio, a seconda delle esigenze del cliente, può concordare diverse modalità di svolgimento del rapporto in ipotesi di controversia giudiziale.
Prima ipotesi. Versamento di un acconto (come da esempio sub a). Nessun ulteriore acconto durante la causa. Versamento di ulteriore acconto a fine causa. Liquidazione finale dell'Avvocato a sentenza pronunciata.
Seconda ipotesi.Versamento di un acconto in misura più elevata (c.a. 60% dei probabili diritti ed onorari). Nessun ulteriore versamento né in corso di causa né a fine causa. Liquidazione dell'Avvocato a sentenza pronunciata.
Terza ipotesi. Nessun acconto ad inizio causa - versamento delle sole spese vive. Nessun ulteriore versamento in corso di causa. Versamento di un acconto a fine causa. Liquidazione finale dell'Avvocato a sentenza pronunciata.
Quarta ipotesi. Pagamento di volta in volta, della singola attività effettuata dall'Avvocato. Questa ipotesi permette di frazionare in piccole parti l'onorario che si sviluppa nel corso della causa.
Quinta ipotesi. In casi di particolare interesse giuridico o in caso di situazioni connotate particolarmente, lo studio può non richiedere alcun anticipo. In tal caso la liquidazione dell'Avvocato avviene a sentenza pronunciata. In tal caso lo studio richiede la pattuizione di un palmario (e cioè di un corrispettivo ulteriore a titolo di "premio" in caso di esito vittorioso).
e). Per l'attività stragiudiziale (e quindi per l'attività di consulenza) lo studio si riporta integralmente a quanto stabilito dalle vigenti tariffe. Ad esempio una mera consultazione orale, che esaurisca la pratica di c.a. un ora, ha un costo approssimativo di c.a. € 100,00 indipendentemente dal valore. Qualora invece la consultazione richieda un parere con informativa ed uno studio particolare, il costo è variabile e dipende dal valore della controversia. Per esempio una consultazione orale di un ora con informativa e studio particolare su una controversia di valore che oscilli da € 5.164,00 a € 51.645,69, può avere un costo a partire da € 100,00 sino ad un massimo di € 350,00. Diverso è invece l'ammontare dei pareri resi per iscritto. In tal caso i costi, partendo dall'esempio di cui sopra (e cioè una controversia di valore che oscilli da € 5.164,00 a € 51.645,69)partono da € 200,00 sino ad un massimo di € 1.000,00.

f). Per una attività continuativa (sia stragiudiziale che giudiziale, recuperi crediti, etcc..) lo studio, nel rispetto di quanto stabilito dalla legge, concorda con il cliente, a seconda delle esigenze e delle particolarità dell'attività, l'ammontare dei compensi e le modalità di pagamento. In tale ipotesi è possibile anche procedere ad un calcolo del compenso con criteri temporali ( cd. onorario a tempo). Il minimo è stabilito in € 100,00 ad ora (frazionabile) oltre accessori.


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